venerdì 15 maggio 2009

the unsaid everything

più passa il tempo più certe cose che credevo si sarebbero aggiustate si amplificano.
parlo di piccole inclinazioni, che come una scoliosi non curata con l'età sembrano scivolare in uno stato più serio.
è sempre più difficile chiedere, le insicurezze si fanno acute, i passaggi repentini.
è una gran baggianata quella dell'adolescenza e blah, che poi tanto uno crescre, blah, si cambia.
bah.
oggi ho fatto il pieno di quella sensazione poi di affrancamento. mi basta schiacciare play, a volte è così facile.

mercoledì 15 aprile 2009

don't stop me now

fumare una sigaretta guardando un cortile con in lontananza uno stereo con 'don't stop me now' dei queen. unsa sera qualunque di aprile, lottando per farsi passare la zavorra della malinconia.
sta passando, lenta, ma lo fa.
mi mancano alcune persone amiche. a volte sento il sapore di vecchie cose.
quando l'aria si fa più calda

martedì 14 aprile 2009

correre su una scala a pioli

prima o poi doveva accedere: a correre su una scala a pioli si rischia sempre l'equilibrio.
qualche giorno fa ho avuto la mia battuta d'arresto: così, sbam, una brutta sorpresa. non è proprio la parola giusta con l'aggettivo giusto (sommate danno una sfumatura che non è quella che vorrei), ma in realtà è sì una sorpresa - non mi aspettavo una botta in faccia, non così, non adesso nonostante tutto - e sì, è anche brutta.
insomma, per farla breve avevo una marea ribollente dentro, cupa e minacciosa, nebbiosa tanto da non farmi vedere nulla oltre. tutto inquinato.
e tutto da guardare da questa sconsolante prospettiva.
ogni cosa.
e niente mi salva, devo solo aspettare rintanata sotto l'albero di me stessa che passi la tormenta. perché gli ombrelli dei passanti non riescono comunque a tenermi sotto, tutti somigliano a vecchi fantasmi inadatti. e questo mi fa paura.

oggi c'era il sole. mi sono svegliata pensando che fanculo, non mi farò fregare, ci sono ancora i miei piccoli sogni, anche se la mano della razionalià li alliscia, anche fin troppo.
vorrei una mente in grado di sognare a 360°, accompagna da una mano fatta di oniriche speranze da immaginare sempre all'ombra del criterio.
vorrei che tutto fosse come il paesaggio di mare, ma senza la consapevolezza che è pasquetta e intorno ci sono turisti fastidiosi. mi piacerebbe pensare che per quanto imperfetti i miei pioli siano saldi abbastanza da portarmi in alto.

non si sarà mai veramente pronti per qualcosa, l'importante è lanciarsi forte.

giovedì 9 aprile 2009

un'altra melanzana?

mi pare di rivivere sotto certi aspetti il dramma della melanzana.

quando ero piccola, mi affezionai terribilmente a una melanzana deforme, pareva avesse un naso, e l'avevo tenuta in cameretta insieme ai pupazzi finché mia madre non mi obbligò a gettarla perché stava andando a male. Collego a quell'evento tutta una serie di emozioni tenere, quasi imprescindibili.

al momento mi sta accadendo ancora.
per degli occhiali. strana cosa. una specie di tenerezza per una cosa che mi colpì a suo tempo, positivamente. è destinata a sparire anche questa. invece di rimanere nel quotidiano, si chiude in un'ennesima celletta per ricordi, situazioni concluse. qualunque cosa accada dopo, non sarà uguale.

la mia schiavitù per queste piccolezze non avrà mai fine. come per le cose brutte (ma anche belle) passano, ma si schiariscono nella memoria. lasciando un piccolo vuoto, minuscolo. forse anche senza senso. peccato però che rendano tutto un po' nebbioso, malinconico.

mercoledì 25 marzo 2009

non.guardare.giù

non si tratta di altitudine, vertigini, ma non guardare giù.

sei già a livello del mare e puoi scegliere se tentare di alzare quella testa pesante o continuare a fissarti i piedi, nella tua stessa miseria.

per me postresti anche bloccarli in un masso di cemento, sarebbe più facile non vederti più zoppicare in giro.